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Nuova proroga al Sistri?

Tra gli emendamenti, approvati venerdì 20 gennaio 2012 nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali di Montecitorio, al decreto Milleproroghe – Decreto Legge n. 216 del 2011 – c’è anche il SISTRI.

L’entrata in vigore ufficiale del Sistema di tracciabilità dei rifiuti è rimandata al 30 giugno 2012, mentre per le aziende del settore agricoltura già il decreto Milleproroghe prevedeva lo slittamento del termine al 2 luglio 2012.

La proroga, sempre al 30 giugno, coinvolge anche le piccole aziende artigiane sotto i 10 dipendenti.

Il Decreto della conversione in legge del Milleproroghe, che prevede anche gli ultimi slittamenti del SISTRI, approderà oggi stesso in Aula.

Sistri: nuova partenza da febbraio 2012

Come forse già noto lo scorso 4 settembre la Commissione Bilancio del Senato ha reintrodotto il Sistri, dopo la fulminea abrogazione del 13 agosto 2011.

In attesa che la Camera ufficializzi già lunedì prossimo il cosiddetto "maxiemendamento" alla manovra economica, ci stiamo preparando alla nuova partenza del Sistri prevista per il 9 febbraio 2012.

La norma relativa al Sistri approvata dal Senato prevede per il 9 febbraio 2012 la fine del "periodo transitorio", durante il quale il registro e i formulari potevano ancora essere utilizzati come alternativa al Sistri.

Non ci sarà un avvio scaglionato, fatta eccezione per i piccolissimi produttori di rifiuti pericolosi con meno di dieci dipendenti.

In attesa di potervi fornire in merito definitive certezze e informazioni dettagliate, vi confermiamo che Ambiente.it continua un costante impegno di rappresentanza tecnica ai tavoli istituzionali, nei quali le istanze di migliaia di imprese italiane possono trovare voce e ascolto.

Il Sistri sarą operativo dal 1 giugno

Nessuna sospensione, nessun ripensamento del sistema: le rimostranze di imprese e associazioni di categoria, che auspicavano un incontro con il Governo per chiedere una revisione del SISTRI, rimarranno inascoltate. E’ quanto è emerso ieri pomeriggio durante il Question Time alla Camera, dove le parole “pienamente operativo dal 1° giugno” hanno avuto l’effetto di una ghigliottina sugli auspici di un ripensamento istituzionale.

Nelle Interrogazioni a risposta immediata inserite nell’Ordine del Giorno della seduta della Camera di ieri, mercoledì 18 maggio, ha trovato infatti spazio il quesito posto dall’onorevole Mario Pepe all’attenzione del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che riassumendo i gravi problemi rilevati dalle imprese nei giorni scorsi sul funzionamento del sistema ha chiesto  “quali reali e concreti provvedimenti si intendano porre in essere per risolvere quanto sopra, in considerazione dell’ormai approssimarsi della data del 1o giugno 2011″, data prevista (ultima, dopo vari differimenti) per l’effettiva entrata in vigore del sistema di controllo e tracciabilità dei rifiuti.

In assenza del ministro dell’Ambiente, la risposta è stata data dal ministro dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, che ha confermato la data fissata per l’entrata in vigore del sistema e dei relativi meccanismi sanzionatori: piena operatività dal 1° giugno.

L’avvio del sistema, ha proseguito il ministro, ”ha subito diverse proroghe dovute a molti fattori, tra questi l’ampia gamma dei soggetti interessati, oltre 320 mila tra soggetti pubblici e privati. Sul piano operativo ci sono stati ritardi sia nella fase d’iscrizione dei soggetti obbligati al SISTRI sia nella fase successiva di distribuzione dei dispositivi elettronici che in diversi casi hanno registrato malfunzionamenti, anche se a onor del vero va anche detto che non sono mancati episodi di vera e propria deliberata resistenza al cambiamento”.

“Tenendo conto di queste situazioni nel loro complesso – ha aggiunto Vito – il Governo ha dimostrato senso di responsabilità, concedendo le proroghe che si sono succedute nel tempo. Non vi è dunque stata una carenza di attenzione alle esigenze poste dagli operatori tramite le organizzazioni imprenditoriali di appartenenza che sono state anche direttamente coinvolte nel processo di costruzione e di attuazione del nuovo sistema di controllo della tracciabilità. Si è inteso privilegiare questo metodo di lavoro in considerazione della posta in gioco”.

Alle aziende e alle associazioni che le rappresentano, al momento, rimane innanzitutto l’amarezza di aver lanciato un allarme che sembra essere rimbalzato contro un muro di gomma. E’ certo che le dichiarazioni del ministro Vito – sul senso di responsabilità del Governo, sulle motivazioni delle proroghe e sul coinvolgimento delle organizzazioni imprenditoriali – gettano benzina su un fuoco già vivo e che non si estinguerà di certo con le precisazioni mirate a sottolineare le finalità di trasparenza del sistema. Obiettivi che, peraltro, le imprese hanno sempre dichiarato di condividere, a patto di essere messe in condizioni di operare in conformità alle leggi in vigore. Un sistema che presenta problemi strutturali, di accesso e funzionamento, non sembra rispondere a questa legittima esigenza.

Inoltre, lo spiacevole obbligo – per le imprese iscritte – di dover corrispondere allo Stato un contributo di iscrizione anche per l’anno 2011, oltre a quello già corrisposto per il 2010, appare quantomeno indebito, dal momento che la partenza del sistema è stata ritardata di circa un anno rispetto alla data fissata inizialmente: gli iscritti, in pratica, hanno già pagato due annate di iscrizione ad un servizio non ancora avviato. Ed è solo su questo punto che il ministro Vito ha espresso una piccola apertura, dichiarando “non escludiamo peraltro che, terminata la contabilizzazione dei costi delle entrate relative al 2010, possano verificarsi delle eccedenze, destinabili alla riduzione dei livelli contributivi. Con il sistema elettronico, una volta a regime, si avrà una netta riduzione dei costi relativi alla raccolta dei dati”.

La piccola luce accesasi nella mente di chi stava per accogliere con favore questa smilza consolazione si è però subito spenta alla precisazione che l’eventuale riduzione non potrà essere applicata per l’anno in corso, a motivo dei troppi adempimenti necessari: “Oltre settemila imprese hanno infatti chiesto la revisione dei contributi versati o la loro restituzione”. L’entità dei contributi richiesti – ha sottolineato il ministro – è comunque “inferiore al costo che le imprese attualmente sopportano per il solo acquisto della documentazione cartacea che cesserà di essere dovuto una volta a regime il sistema elettronico”.

In seguito ai test effettuati in occasione del click day e nei giorni a seguire, tuttavia, imprese e organizzazioni imprenditoriali stanno maturando la convinzione che il risparmio conseguito evitando l’acquisto di documenti cartacei possa essere abbattuto (anzi, seppellito) dal costo del tempo che dovrà essere speso dagli iscritti al SISTRI nelle lughe attese comportate dai tempi di risposta del sistema. Se addirittura non si dovrà ricorrere alla stampa di moduli in bianco, da compilare manualmente, quando il sistema non consentirà di effettuare o verificare le registrazioni inserite.

Oggi, a tredici giorni dalla data di entrata in vigore, è lecito prevedere per il SISTRI una partenza soft: il primo giorno di piena operatività, infatti, sarà seguito da una festività nazionale – la Festa della Repubblica – che cadrà in giovedì, e a seguito della quale molte aziende procederanno alla chiusura nel giorno feriale successivo, venerdì, che le separa dal week-end. A motivo di questo ponte, quindi, l’effettiva operatività del SISTRI prenderà il via lunedì 6 giugno. Auspicando di non rilevare, in quel giorno, annunci trionfali sull’efficacia del sistema nei suoi primi (inconsistenti) cinque giorni di vita, le imprese potranno constatare da quel momento la fondatezza dei propri timori.

( http://nbtimes.it/ )

La lettera al presidente del Consiglio

Roma, 16 maggio 2011
Gentile Presidente,
Le organizzazioni firmatarie della presente desiderano chiederLe un incontro urgente sul tema del sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, noto come Sistri. Desideriamo rappresentarLe la gravità della situazione in cui verrebbero a trovarsi le imprese qualora tale sistema diventasse obbligatorio dal prossimo 1° giugno, come previsto dalla normativa in vigore.

Noi condividiamo lo scopo per il quale è stato concepito il Sistri, siamo convinti che servirà a combattere la criminalità organizzata in un settore critico e che potrà comportare una semplificazione della gestione, eliminando la documentazione cartacea. Allo stato dei fatti, tuttavia, occorre riconoscere che il sistema nel suo insieme non è sufficientemente collaudato per poter essere utilizzato. Nelle imprese la preoccupazione è fortissima e il malumore generalizzato. Dal prossimo 1° giugno, 360mila aziende non potranno infatti produrre, trasportare e smaltire i rifiuti se non utilizzando le nuove procedure informatiche, pena gravi e onerose sanzioni.

 

Da diversi mesi le imprese testavano le nuove procedure, riferendone innumerevoli inconvenienti e malfunzionamenti. Per questo abbiamo verificato direttamente, in una giornata di test che si è svolta l’11 maggio, la situazione effettiva.

Il novanta per cento delle imprese ha denunciato disfunzioni di ogni genere: inutilizzabilità dei dispositivi informatici forniti dal ministero, ore e ore di impossibilità di accedere al sistema, interruzioni nei collegamenti, procedure lunghissime.

Nell’insieme, la nostra valutazione è che il test ha dato un esito che difficilmente avrebbe potuto essere peggiore.

Per questi motivi, Signor Presidente, nei giorni scorsi abbiamo chiesto di sospendere per il tempo necessario l’obbligatorietà del Sistri e di ripensare tutti insieme il sistema, tenendo conto delle segnalazioni dei malfunzionamenti e individuando le soluzioni più efficaci.

Le imprese, che sono chiamate a rispettare la legge, chiedono solo di essere messe nella condizione di poterlo fare.

In attesa di poterLa incontrare, le porgiamo i più distinti saluti.

 

(fonte: il sole 24 ore )

News: Ecos & Sistri

Il futuro con SISTRI

Cosa cambia per le imprese nel nuovo sistema di tracciabilità del
rifiuto industriale.


Convegno sui nuovi adempimenti di tracciabilità dei rifiuti industriali

Modena – 11.11.2010 –
In una sala piena al massimo della sua capienza si è svolta a Modena presso la sede di ConfapiPMI con la collaborazione del Gruppo Giovani Imprenditori di Confapi il convegno dal titolo “Il Futuro con SISTRI. Con la presenza di Marco Antonio Imbesi di Confapi e con gli interventi dell' Ing. Stefano Roccabella che ha parlato della Normativa SISTRI e al Dott. Ottavio Sgariglia che ha illustrato l'interoperabilità tra SISTRI e i sistemi gestionali.
Il principale motivo del convegno è stato quello di fare il punto sul sistema SISTRI, introdotto dal decreto ministeriale del 17 dicembre 2009 e diventato operativo in questi giorni dopo vari rinvii e decreti correttivi.SISTRI, SIStema per la Tracciabilità e controllo dei Rifiuti, secondo il Ministro Prestigiacomo, semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato
con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità.

Questi sono gli ambiziosi obiettivi che si è posto il ministero. Sinceramente, come ormai è chiaro a molte aziende, non saranno molto facili da raggiungere, lo sforzo richiesto alle imprese è enorme, in termini di formazione al personale, di investimenti negli strumenti di lavoro e di modifica degli standard dei processi organizzativi affinati durante gli anni.
Gli interventi sono stati suddivisi in due momenti, la prima fase esposta dall'Ing. Roccabella che ha spiegato passo per passo

cosa impone la normativa SISTRI, quali sono gli strumenti di cui dobbiamo dotarci e quali saranno le interfacce con cui relazionarci. La seconda fase, esposta dal Dott. Sgariglia, delegato alle tecnologie del gruppo Assosoftware, accreditato come interlocutore presso il ministero, ha illustrato le metodiche per semplificare la gestione imposta da SISTRI.

Semplificare, in questo caso, non vuol dire non fare, ma fare in modo più semplice, più veloce più efficace e possibilmente più economico evitando le molteplici ripetizioni di inserimento dei dati che il sistema SISTRI richiederebbe. Durante il convegno si è cercato pertanto di cogliere gli aspetti positivi offerti da Sistri e di ottimizzazione del lavoro per rendere meno gravosi possibili quelli negativi.Tanto per fare un esempio come ha detto l'ing. Sagri di ASK di Modena, tra gli organizzatori dell'evento: “un aspetto a cui nessuno pensa mai è quello di avere un unico referente sulla normativa: ciò che dice SITRI è giusto.

Nessuno può affermare il contrario. Troppo spesso si è assistito a conflitti di competenze tra Provincia, Regione, ARPA, NOE e gli organi di controllo che interpretavano in modo differente, addirittura opposto, la stessa normativa sulla compilazione Formulari, sulla tenuta Registri o sulla Presentazione del MUD, SISTRI oltre a voler porre un controllo sulle illegalità che si muovono nel mondo della gestione dei rifiuti speciali industriali raggiungerà anche questo scopo.

Altre notizie ed informazioni possono essere trovate su:
www.sistri.it
www.ambiente.it
www.specialesistri.it